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Il paese senza zingari | Il Fatto Quotidiano.

“Eppure, eppure sono certo che dopo meno di un anno qualcuno piangerebbe la dipartita degli zingari. Certo i commercianti di camper e roulotte avrebbero un duro contraccolpo, ma più di loro, il vuoto lo sentirebbero i politici. Non essendoci più zingari in circolazione si dovrebbero iniziare a preoccupare davvero dei problemi che affliggono l’Italia e la Francia. Non avrebbero più a disposizione un gratuito e inerme capro espiatorio su cui addossare la responsabilità della propria incapacità ad affrontare un mondo in rapido cambiamento. Gli zingari nella vita dei politici hanno una vitale importanza: servono a far cadere governi e a metterne in piedi di nuovi, a spostare l’attenzione dell’elettore dandogli un contentino.”

Non si affitta agli immigrati | Il Fatto Quotidiano.

Migranti stagionali, piccole Rosarno crescono | Il Fatto Quotidiano.

beh..noi non vogliamo essere da meno..

“L’ALTRA FACCIA è uno dei video-documenti che costituirà il pre-montato del documentario che Domenico de Ceglia (Gruppo FARFA – Cinema Sociale Pugliese) e Annalisa Colucci (Gruppo RECIDIVI – Puglia e Basilicata) stanno realizzando.
La pubblicazione di questi video-documenti è sia un modo per denunciare ciò che sta accadendo, sia una maniera per ottenere nuovi elementi filmati ed eventuali segnalazioni di casi simili, da parte degli utenti del web.
Il documentario raccoglie interviste, filmati di eventi e quant’altro sta caratterizzando la vita degli immigrati nella Regione Puglia e non solo, seguendo i diversi casi e le emergenze che si sono succedute a partire dalla fine dello scorso anno.
Il lavoro si propone di documentare un anno di accadimenti cadenzati dall’avvicendarsi delle stagioni. Per questo abbiamo pensato al titolo INVERNO, PRIMAVERA, ESTATE, AUTUNNO (E ANCORA INVERNO), che rimanda tra l’altro al grande regista coreano Kim Ki-Duk. Abbiamo seguito l’occupazione del Ferrhotel, a seguito dell’emergenza abitativa scoppiata a Bari con il sopraggiungere dell’inverno, i presidi dei gruppi autonomi alle porte del C.I.E. di Bari, la manifestazione nazionale degli immigrati, nella quale abbiamo tentato un esperimento di regia collettiva raccogliendo riprese, frammenti di realtà, interviste, esperienze da Lucca a Lecce..
Questo video-documento parla di un’altra emergenza abitativa che ogni anno scoppia nel territorio di Palazzo S. Gervasio, in territorio lucano ai confini con la Puglia, abbracciando anche l’area attorno a Spinazzola, dove centinaia di immigrati giungono per la raccolta del pomodoro.
Documenteremo queste storie fino al sopraggiungere dell’inverno, sperando in un miglioramento della condizione di questi uomini, nella fine di queste emergenze; con l’augurio che non si ripetano gli stessi eventi di un anno prima, per non denunciare la fissità di certe situazioni…”

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26 anni, lettrice accanita, studentessa vagabonda, aspirante antropologa, o in alternativa, allevatrice di asini

ABOUT THE BLOG

Quache anno fa lo scrittore tedesco Peter Schneider affermava che, nonostante la caduta del muro, la gente di Berlino continuava ad avere “il muro in testa”. La barriera reale, fatta di cemento e sabbia, era stata abbattuta ma la linea di separazione tra "noi" e "loro", tra Est e Ovest restava ancora lì, presente e viva, nella mente dei berlinesi. Ovviamente gli abitanti della capitale tedesca non erano e non sono i soli ad avere un muro in testa. Tutti inevitabilmente ne abbiamo uno, inconsistente, immateriale ma estremamente solido: è quell’insieme di idee, stereotipi, pre-giudizi, classificazioni, attraverso il quale tracciamo confini, barriere, decidiamo chi è il diverso, lo straniero, l’altro. Lo scopo del blog è quindi quello di condividere il mio personale e imperfetto sforzo, non certo di abbattere questo muro, pretesa eccessiva e illusoria, ma perlomeno di aprire una breccia, scavare tra i mattoni alla ricerca di fessure che permettano di lanciare uno sguardo a ciò che c’è dall’altra parte, a ciò che per abitudine o indifferenza, tendiamo ad escludere dal nostro orizzonte di intelligibilità, di senso, di vita.

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"Ogni posto è una miniera. Basta lasciarcisi andare, darsi tempo, stare seduti in una casa da tè ad osservare la gente che passa, mettersi in un angolo del mercato, andare a farsi i capelli e poi seguire il bandolo di una matassa che può cominciare con una parola, con un incontro, con l'amico di un amico di una persona che si è appena incontrata e il posto più scialbo, più insignificante della terra diventa uno specchio del mondo, una finestra sulla vita, un teatro di umanità dinanzi al quale ci si potrebbe fermare senza più il bisogno di andare altrove. La miniera è esattamente là dove si è: basta scavare." Tiziano Terzani

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