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Avara la vita in due fatta di lievi gesti,
e affetti di giornata, consistenti o no,
bisogna muoversi come ospiti pieni di premure,
con delicata attenzione per non disturbare..
Ed è in certi sguardi che si vede l’infinito

Stridono le auto come bisonti infuriati
le strade sono praterie, accanto a grattacieli assonati
come possiamo tenere nascosta la nostra intesa
ed è in certi sguardi che si intravede l’infinito

Tutto l’universo obbedisce all’amore,
come puoi tenere nascosto un amore,
ed è così che ci trattiene,
nelle sue catene,
tutto l’universo obbedisce all’amore…

Come possiamo tenere nascosta la nostra intesa
ed è in certi sguardi che si nasconde l’infinito

Tutto l’universo obbedisce all’amore,
come puoi tenere nascosto un amore,
ed è così che ci trattiene,
nelle sue catene,
tutto l’universo obbedisce all’amore…
..obbedisce all’amore..

“…Ma nel futuro trame di passato si uniscono a brandelli di presente,
ti esalta l’acqua e al gusto del salato brucia la mente
e ad ogni viaggio reinventarsi un mito a ogni incontro ridisegnare il mondo
e perdersi nel gusto del proibito sempre più in fondo…”

Francesco Guccini, Odysseus

BUON FERRAGOSTO A TUTTI!

FERRAGOSTO

(parole di S.Bersani/musica di S.Cammariere)

Fai una chiave doppia della stessa porta
per qualunque cosa storta si presenterà
Dopo aver comprato dei lucchetti nuovi
per la tua finestra puoi partire io sto qua

A giocare tra le sponde
con le pozzanghere profonde
buttando l’amo nell’acquario
della mia fantasia

Finisco sul pulmino dei miei vecchi ricordi
ma il campo sportivo l’ha inghiottito l’edera
Seguendo ancora il fiume attracco sul cartone
e piove e mi riparo dietro ad un’edicola…

Ho della sabbia nelle tasche
Ho delle spighe sulle calze
E uno straniero che si fida della mia compagnia

È stato un temporale pigro e passeggero
il sole è su che brucia in cielo sulle tegole
Ma non avevo visto mai un arcobaleno
essere centrato in pieno da una rondine…

come un lampione che si accende
in pieno giorno inutilmente
aspetto il sasso e chi così mi spegnerà

Con il sorriso sulla fronte
tra le pozzanghere profonde
rimango al largo dell’acquario
della mia fantasia.

Journée de pluie et pensées d’amour…=)

MY BABY JUST CARES FOR ME

My baby don’t care for shows
My baby don’t care for clothes
My baby just cares for me
My baby don’t care for cars and races
My baby don’t care for high-tone places

Liz Taylor is not his style
And even Lana Turner’s smile
Is somethin’ he can’t see
My baby don’t care who knows
My baby just cares for me

Baby, my baby don’t care for shows
And he don’t even care for clothes
He cares for me
My baby don’t care
For cars and races
My baby don’t care for
He don’t care for high-tone places

Liz Taylor is not his style
And even Liberace’s smile
Is something he can’t see
Is something he can’t see
I wonder what’s wrong with baby
My baby just cares for
My baby just cares for
My baby just cares for me

Nina Simone

Qualche giorno fa, sul blog “Nuovi Italiani” del Corriere della Sera, ho letto un post  interessante (http://nuovitaliani.corriere.it/2010/08/zanko_il_siriano_di_milano.html) che tratta del rapper Zanko, un ragazzo di 28 anni nato a Milano da genitori siriani. Sono rimasta molto colpita dal testo della sua canzone “Essere normale”, un vero e proprio manifesto degli italiani “figli di immigrati”, quella “seconda generazione/stranieri in ogni nazione”.

Ecco il video e il testo della canzone:

ESSERE NORMALE

Son cresciuto nel quartiere della Centrale-station
dove dire immigrato era dire criminale -nation
e quando rivelavo che la mia famiglia era tale-attention please
mi davan del particolare, tu sembri normale, come se la normalita’ fosse una conquista eccezionale
non dipende mai da te
dipende dalla classe sociale, dal colore della tua carnagione personale
se sei diverso sei in prigione, sei illegale, sei un diverso antisociale
un antipatico,un diverso culturale, un diverso asociale,
invece se ti associano alle caratteristiche della gente locale allora si che sei un pari
sei simpatico e impari ad apparire normale
se para apparir normale bisogna omologarsi sconfinar nel superficiale allora me ne vado mi trasferisco al paranormale

son palestinese,sono siciliano
sono albanese,sono africano
sono cinese,sono latinoamericano, sono napoletano
sono il siriano di milano, metrocosmopolitano
so di essere un essere umano
tutti su un piano, tutti su una mano

e allora sembro normale, meno male,
perlomeno non dovrò rischiare di rubare un lavoro a coloro ke nella vita non vorrebbero mai fare il tuttofare,
potro’ avvicinare una sciura, chiederle una pura curiosita’ senza che abbia paura di un malaffare,
senza che si prenda la premura di guardare la borsetta con cura,
il normale non ruba,non stupra, non frusta le donne, non è frustrato e non ti disgusta,
la sua gente è dalla parte giusta giustamente
se sei di fuori sei di una casta di inferiori
vai bene finchè lavori ma solo sotto gli altri
con salari bassi
consolati perkè se apri
una tua attività non va giu a po’ di benpensanti
crolla il politically correct per i privilegi pericolanti

e troppo spesso si mette un qualsiasi tipo sotto indagine,
nonostante la sua fedina sia pulita e come una vagina vergine
arditamente gli dedicano un cofano di 1000 e oltre pagine,
in accuse rakkiuse in 1000 pratike burocratike
+ che pratiche sadiche,in pratica mi sa che a volte il crimine è
provenire da un’altra terra avere una certa origine
mi sa di ghetto e uso per descriverne il culmine il termine ruggine
come fossimo tutti partecipi di ottike terroristiche
multicultura è cardine di metropoli cosmopolite
te la immagini o no una società cosi sadik
storie arabe akid,fi min bisro’ u fi min bi rid
ieshteghel mnih mshan ma idallu ihasbu shakhs gharib mn tarik
bs ktir marrat hatta aza shakhsito hadid el tekel aa dahro teil
laanno bidallu ihasbu shaks gharib mn baiid
everything is gonna be all right allah karim (Dio è generoso)
dama tra tel disi mi, parola di aarabi made in italy

traduzione del pezzo in arabo
Te la immagini o no una societa cosi amico
storie arabe sicuro
c’è ki ruba e ki desidera lavorare pulito
per non essere considerato un estraneo della strada
pero’ tante volte anke se la sua personalita’ è di ferro
il peso sulle sue spalle è pesante
perkè viene continuamente visto come un estraneo da lontano
….

Per saperne di più:

ZANKO Arabe Blanco-NEW VIDEO ONLINE!!! su MySpace Music. Ascolta gratis MP3, guarda le foto e i video musicali..

A tu per tu con il rapper italosiriano – Milano.

Zanko: un rapper italiano dalle molteplici identità.

Rete G2 – Seconde Generazioni.

54 anni fa, l’8 agosto 1956, la città belga di Marcinelle fu teatro di uno degli incidenti minerari più gravi della storia dell’Europa moderna: a causa di un incendio esploso nella miniera di Bois du Cazier 262 lavoratori persero la vita. Tra questi 136 italiani, provenienti dalle regioni più povere di Italia e emigrati in Belgio in cerca di fortuna. 136 “musi neri” come erano chiamati per via della polvere che ricopriva i loro volti. 136 paia di “mani nere di fumo ma bianche di amore”, come cantavano i New Trolls.

Per non dimenticare:

MARCINELLE, 8 agosto 1956 a Le Bois du Cazier – emigrati.it Associazione Internet degli Emigrati Italiani.

La Storia siamo noi – Marcinelle.

Adoro questo video..

Ritals*

Eppure lo sapevamo anche noi
l’odore delle stive
l’amaro del partire
Lo sapevamo anche noi
e una lingua da disimparare
e un’altra da imparare in fretta
prima della bicicletta
Lo sapevamo anche noi
e la nebbia di fiato alla vetrine
e il tiepido del pane
e l’onta del rifiuto
lo sapevamo anche noi
questo guardare muto
E sapevamo la pazienza
di chi non si può fermare
e la santa carità
del santo regalare
lo sapevamo anche noi
il colore dell’offesa
e un abitare magro e magro
che non diventa casa
e la nebbia di fiato alla vetrine
e il tiepido del pane
e l’onta del rifiuto
lo sapevamo anche noi
questo guardare muto

Gianmaria Testa

dall’album “Da questa parte del mare”

*Rital (al plurale ritals) è un termine dell’argot popolare francese che indica una persona italiana  o di origini italiane. Esso possiede una connotazione peggiorativa e ingiuriosa. Secondo alcune fonti esso deriva dal fatto che, nonostante anni di residenza Oltralpe, gli italiani non riuscivano a pronunciare correttamente la r francese.

Alternativamente a questa origine “fonetica” e rispettosa del termine “rital” si può pensare che, data la connotazione peggiorativa, il termine derivi dalla parola “ritaglio”, vedi anche l’assonanza, nel senso di “vestito di ritagli”, cioè con vestiti rammendati con toppe/pezze, e in linea con la figura della maschera (stereotipo) italiana di Arlecchino. (da Wikipedia)

about me

26 anni, lettrice accanita, studentessa vagabonda, aspirante antropologa, o in alternativa, allevatrice di asini

ABOUT THE BLOG

Quache anno fa lo scrittore tedesco Peter Schneider affermava che, nonostante la caduta del muro, la gente di Berlino continuava ad avere “il muro in testa”. La barriera reale, fatta di cemento e sabbia, era stata abbattuta ma la linea di separazione tra "noi" e "loro", tra Est e Ovest restava ancora lì, presente e viva, nella mente dei berlinesi. Ovviamente gli abitanti della capitale tedesca non erano e non sono i soli ad avere un muro in testa. Tutti inevitabilmente ne abbiamo uno, inconsistente, immateriale ma estremamente solido: è quell’insieme di idee, stereotipi, pre-giudizi, classificazioni, attraverso il quale tracciamo confini, barriere, decidiamo chi è il diverso, lo straniero, l’altro. Lo scopo del blog è quindi quello di condividere il mio personale e imperfetto sforzo, non certo di abbattere questo muro, pretesa eccessiva e illusoria, ma perlomeno di aprire una breccia, scavare tra i mattoni alla ricerca di fessure che permettano di lanciare uno sguardo a ciò che c’è dall’altra parte, a ciò che per abitudine o indifferenza, tendiamo ad escludere dal nostro orizzonte di intelligibilità, di senso, di vita.

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"Ogni posto è una miniera. Basta lasciarcisi andare, darsi tempo, stare seduti in una casa da tè ad osservare la gente che passa, mettersi in un angolo del mercato, andare a farsi i capelli e poi seguire il bandolo di una matassa che può cominciare con una parola, con un incontro, con l'amico di un amico di una persona che si è appena incontrata e il posto più scialbo, più insignificante della terra diventa uno specchio del mondo, una finestra sulla vita, un teatro di umanità dinanzi al quale ci si potrebbe fermare senza più il bisogno di andare altrove. La miniera è esattamente là dove si è: basta scavare." Tiziano Terzani

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