Ieri è morto un grande italiano, uno di quelli di cui andare fieri, un eroe vero di carne e sangue, non come gli “eroi di carta” che vanno in giro con la scorta e fanno monologhi di ore in prima serata. Arrigoni in tv non ci andava: non lo invitavano, era troppo scomodo. E forse lui non ci sarebbe andato comunque, perché ormai aveva scelto di vivere a Gaza, nel buco del culo del mondo, e da lì ci raccontava storie inaudite cariche di ingiustizia e atrocità, le storie dei senza voce, degli ultimi, dei veri e propri “dannati della terra”, quelle storie che pochi altri hanno avuto il coraggio di raccontare.  Ogni suo articolo si concludeva però con un messaggio di speranza: il suo motto preferito, breve ma intenso, era infatti RESTIAMO UMANI.  Queste due semplici parole riecheggiano oggi come il suo testamento spirituale, come un grido contro l’indurimento dei cuori e la chiusura delle menti: parole preziose e rare, in quest’epoca di guerre e respingimenti. Due parole da non dimenticare. E allora restiamo umani, sempre e comunque, o come disse, rivolgendosi all’umanità, un altro grande uomo, Albert Einstein “Ricordatevi che siete uomini e dimenticatevi tutto il resto”. Ricordiamocelo, sempre.

 

Ciao Vittorio

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