Quando non sono troppo carica di valigie e pacchi, e nonostante i disagi che Trenitalia ogni volta, implacabilmente, riserva, mi piace viaggiare in treno: adoro osservare gli altri passeggeri, captare le loro conversazioni, immaginare le loro vite, adoro guardare il paesaggio che muta da una regione all’altra, da una città all’altra e adoro quel dondolìo costante del treno che mi rilassa e mi predispone alla lettura. Ieri, viaggiando da Genova a Mantova, ho letto “In principio era Darwin” di Piergiorgio Odifreddi: il libretto è una difesa appassionata dell’evoluzionismo, il linguaggio è chiaro, efficace ed ironico in pieno stile Odifreddi. Ciò che più mi ha colpito del libro, però, è una poesia d’amore, originale e toccante, che di certo non mi aspettavo di trovare in un libro del famoso e “impertinente” matematico. Eccola qui:

opera di Vittorio Varrè

Quando tu eri un girino e io un pesce,
ai tempi del Paleozoico,
il mio cuore traboccava di allegra vitalità
perchè ti amavo già allora.

Poi siamo stati anfibi, squamati e codati,
abbiamo dondolato sugli alberi della giungla,
ci siamo appostati in attesa del mammouth,
abbiamo inciso ossa e dipinto caverne.

E così, di vita in vita e di amore in amore,
percorriamo la catena del cambiamento.
Il nostro amore è antico,e così le nostre vite:
chissà che un giorno non rivivremo tutto ancora?

Langdon Smith, Evoluzione

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