Il titolo del post non fa riferimento alla potenziale ricchezza (inter)culturale dei migranti, ma alla ricchezza materiale, effettiva che gli immigrati portano allo Stato italiano. Il dossier Caritas-Migrantes 2010, pubblicato in questi giorni, infatti, ha messo in evidenza che gli immigrati pagano di tasse più di quanto ricevano in servizi. Riporto l’ intero passaggio sugli aspetti economici dell’ immigrazione:

Gli immigrati assicurano allo sviluppo dell’economia italiana un contributo notevole: sono circa il 10% degli occupati come lavoratori dipendenti, sono titolari del 3,5% delle imprese, incidono per l’11,1% sul prodotto interno lordo (dato del 2008), pagano 7,5 miliardi di euro di contributi previdenziali, dichiarano al fisco un imponibile di oltre 33 miliardi di euro. Il rapporto tra spese pubbliche sostenute per gli immigrati e i contributi e le tasse da loro pagati (2.665.791 la stima dei dichiaranti) va a vantaggio del sistema Italia, specialmente se si tiene conto che le uscite, essendo aggiuntive a strutture e personale già in forze, devono avere pesato di meno. Secondo le stime riportate nel Dossier le uscite sono state valutate pari a circa 10 miliardi di euro: (9,95): 2,8 miliardi per la sanità (2,4 per gli immigrati regolari, 400 milioni per gli irregolari); 2,8 miliardi per la scuola, 450 milioni per i servizi sociali comunali, 400 milioni per politiche abitative, 2 miliardi a carico del Ministero della Giustizia (tribunale e carcere), 500 milioni a carico del Ministero dell’Interno (Centri di identificazione ed espulsione e Centri di accoglienza), 400 milioni per prestazioni familiari e 600 milioni per pensioni a carico dell’Inps. Le entrate assicurate dagli immigrati, invece, si avvicinano agli 11 miliardi di euro (10,827): 2,2 miliardi di tasse, 1 miliardo di Iva, 100 milioni per il rinnovo dei permessi di soggiorno e per le pratiche di cittadinanza, 7,5 miliardi di euro per contributi previdenziali. Va sottolineato che negli anni 2000 il bilancio annuale dell’Inps è risultato costantemente in attivo (è arrivato a 6,9 miliardi), anche grazie ai contributi degli immigrati. Per ogni lavoratore, la cui retribuzione media è di 12.000 euro, i contributi sono pari a quasi 4.000 euro l’anno.”

Inoltre come ricorda un articolo di Repubblica di oggi:

Attualmente è pensionato tra gli immigrati 1 residente ogni 30; tra gli italiani 1 ogni 4. Nel 2025, i pensionati stranieri saranno circa 625mila. A tale data, tra i cittadini stranieri vi sarà circa 1 pensionato ogni 12 persone, mentre tra gli italiani il rapporto sarà di circa 1 a 3.”

Questi dati freddi e bruti dimostrano, che ci piaccia o no, che gli immigrati sono (e saranno) una risorsa economica fondamentale per il sistema-Italia: come ha affermato Franco Pittau, coordinatore del dossier della Caritas, “non è concepibile il futuro dell’Italia senza l’apporto degli immigrati, e questo in ogni campo e settore, dall’economia all’andamento demografico”.

link:

Immigrazione Dossier Statistico – Caritas Migrantes.

Cambia il pianeta immigrazione quasi 5 milioni i “nuovi italiani” – Repubblica.it.

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