Non è mia abitudine occuparmi, in questo blog, di fatti di cronaca, ma quello che è successo recentemente alla stazione Anagnina di Roma mi ha profondamente toccata. Ricordiamo brevemente i fatti: venerdì scorso, in seguito ad una lite scaturita per futili motivi, un ragazzo italiano, tale Alessio Burtone, ha colpito con un pugno violentissimo in pieno volto l’infermiera rumena Maricica Hahaianu, la quale in seguito è morta per le conseguenze dell’aggressione. Un episodio di cronaca brutto,”stupido”, di quelli che non vorremmo sentire, ma che ci impone, a mio avviso, una riflessione più profonda sul vuoto e sull’ ipocrisia in cui sembra sprofondata l’Italia di oggi.  Innanzitutto, vorrei puntare l’attenzione sull’aggressore, un ragazzo di vent’anni che la madre e gli amici si ostinano a definire un “bravo ragazzo”, che è stato “sfortunato” a trovarsi nella situazione sbagliata, un ragazzo che qualche mese fa scriveva sul suo profilo facebook “nn ce credo ke esiste gente ke querela pe 1 destro in faccia fate ride” “a rompe i cojoni je aregge, poi se sbrokki xò kiamano le guardie… manco avessi esagerato se parla de 1 destro o spendi + de avvocato ke quello ke te do de risarcimento booooooooo”(precedente inquietante alla luce di quello che poi è successo).  Questo ragazzo, come tanti altri purtroppo (a partire dai suoi amici che dicono che è tutta colpa di quella “rumena di merda”), è il tipico “bullo”, un prodotto delle periferie degradate delle nostre città, di quella mentalità da ultras che si è infiltrata nelle teste di tanti giovani. Altro che gioventù bruciata…è una gioventù corrosa da un vuoto esistenziale, intellettuale, morale, una gioventù potenzialmente “mostruosa” . In secondo luogo vorrei mettere in evidenza il comportamento dei media e di alcuni nostri concittadini che hanno cercato, a tutti i costi, delle scusanti per quel gesto di violenza inaudita: ieri il Corriere riportava l’intervista dell’avvocato difensore del ragazzo che dichiarava “Ha avuto paura e ha reagito” e addirittura del comandante dei Carabinieri:“Non aveva capito la gravità del gesto, è sconvolto”. Si cerca se non di scusare l’assassino, di “umanizzarlo”, di rappresentarlo come un “bravo ragazzo” che non si è reso conto di ciò che ha fatto. Ma io mi chiedo: e se fosse successo il contrario? Se un rumeno avesse aggredito (e ucciso) con cotanta violenza una donna italiana? Apriti cielo, molti avrebbero invocato la pena di morte per questi “immigrati”, questi “barbari”, queste “bestie” che non condividono i nostri valori, la nostra cultura etc; ma se è un italiano a fare lo stesso gesto ci si arrampica sugli specchi in cerca di giustificazioni: forse“quella lì” se l’è andata un po’ a cercare (come ha detto un testimone e non pochi lettori di vari forum), forse lui ha perso un po’ la testa.. ma sì, in fondo, come ha detto sua mamma, deve essere un bravo ragazzo. D’altra parte non è mica un marocchino o un rumeno.

Razzismo strisciante, parzialità etica e intellettuale,  totale mancanza di empatia nei confronti di chi non è dei “nostri”: sono questi gli aspetti, emersi da questa triste vicenda di cronaca,  che più mi hanno suscitato un senso di vergogna e disgusto.

E poi penso che c’è un bambino che crescerà senza madre per colpa di un “bravo ragazzo” nostrano e mi vergogno ancora di più e mi vien voglia di chiedergli scusa.

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