Rosa Parks

Vorrei dedicare il primo post del blog a una donna, Rosa Parks, che con un gesto semplicissimo diede il via ad una vera e propria rivoluzione “dal basso”. Era il 1° dicembre del 1955, solamente 54 anni fa, quando Rosa Parks salì su un autobus pubblico di Montgomery, Alabama e, esausta dopo una giornata di lavoro massacrante, si sedette in una delle file anteriori, riservate ai bianchi (ai neri era concesso di sedersi solamente nella parte posteriore degli autobus). Il conducente, accortosi dell’accaduto, le intimò di cedere il posto au un passeggero bianco e di  spostarsi in fondo al pullman, ma Rosa si rifiutò e per questo venne arrestata.

In seguito all’incarcerazione di Rosa la comunità nera di Montgomery organizzò un boicottaggio dei mezzi pubblici che proseguì per 381 giorni, paralizzando il sistema di trasporti della città e “obbligando” la Corte Suprema americana a dichiarare illegale ogni forma di segregazione razziale. E fu così che Rosa Parks divenne il simbolo del movimento dei diritti civili statunitense, tanto che  Bill Clinton nel 1999, consegnandole la medaglia d’oro al merito del Congresso, le disse: “Mettendosi a sedere, lei si alzò per difendere i diritti di tutti e la dignità dell’America”. Ma Rosa non è solo il simbolo di una comunità o di un paese, ma di tutti colori che si rifiutano di accettare passivamente ingiustizie e soprusi, che vogliono resistere e cambiare le cose “così come stanno”. E Rosa Parks lo ha fatto con un gesto semplicissimo e spontaneo. Ha detto no. È rimasta seduta. Ed ha cambiato il mondo.  E oggi, in tempi in cui qualcuno propone di istituire carrozze del metrò “per soli milanesi”, il suo “piccolo” gesto è più che mai attuale.
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